Scheda Film

Paese: Italia, Svizzera, Francia 1994
Regia: Silvio Soldini
Durata: 124 min.
Data di uscita: 1 settembre 1994
Rating IMDB: 7,0
Interpreti: Fabrizio Bentivoglio, Maria Bakò, Philippine Leroy-Beaulieu

Un’anima divisa in due

di Silvio Soldini

In programmazione: 21/04/1994

Descrizione

Addetto alla sorveglianza, Pietro Di Leo deve allontanare dal grande magazzino in cui lavora una giovane rom. Qualche giorno dopo, quando tornerà a rubare un profumo, Pabe, questo il suo nome, sarà inseguita per le strade da Pietro e poi lasciata scappare.
Di incontro in scontro, tra i due si viene ad instaurare un rapporto sempre più intenso che sfocerà in un’inaspettata fuga verso il mare dove tenteranno di condurre una vita insieme.
Come le anime dei due protagonisti, anche questo secondo lungometraggio di Silvio Soldini appare evidentemente diviso in due, con una parte milanese, dove eccelle la fotografia di Luca Bigazzi, e una anconetana, in cui l’unione sembra superare tutti gli ostacoli, in mezzo il viaggio, quasi una figura fissa del cinema italiano degli anni Novanta.
Vario negli scenari messi in gioco, aspro quanto reale, è il lavoro della maturità di un regista
affascinato dall’idea di costruire un melodramma su un amore impossibile che è anche uno studio sull’integrazione tra culture e etnie diverse.
Sofferente di disturbi psicosomatici, che gli portano perdita di sangue dal naso e visioni, Pietro è vittima delle insoddisfazioni così come erano tutti i personaggi del precedente L’aria serena dell’Ovest, un uomo che sembra essere tutt’uno con una Milano grigia e senza speranza; in Pabe trova, invece, la possibilità di un altrove, la spinta per andarsene realmente verso quel mare che, nei giochi con il figlioletto avuto dalla ex moglie, immagina soltanto dietro il grigiore di un palazzo. Anche la sceneggiatura di questo secondo lungometraggio, ancora opera di Silvio Soldini e Roberto Tiraboschi, lavora sulla ricerca di un’altra vita, sull’aspirazione ad un futuro diverso da quello che abbiamo costruito a discapito dei nostri desideri; in questo senso, la scelta di raccontare l’incontro di un uomo disilluso con una giovane rom, quasi un correlativo oggettivo della libertà, appare chiara di un’intera prospettiva filosofica: tra regolarità e irregolarità, Pietro e Pabe subiscono una metamorfosi alternata che porta l’uno ad assomigliare all’altra, senza mai avere la possibilità reale di essere la medesima cosa.
Eccellente la prova di Fabrizio Bentivoglio, giustamente premiato con la Coppa Volpi al Festival di Venezia e ancora lontano da qualsiasi eccesso recitativo. Rom di origine ungherese, Maria Bakò gli tiene testa con ferma autenticità.
In piccoli ruoli recitano Antonio Albanese, il portiere dell’albergo, Moni Ovadia, Giuseppe Cederna e Giuseppe Battiston.

Trailer

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